La Ricerca Clinica
"Negli oltre 40 anni di esistenza della Pediatria presso la Fondazione, il numero e la varietà dei bambini della cui malattia si è formulata diagnosi e trattamento hanno reso la stessa un riferimento in Italia per protocolli ideati e coordinati a livello nazionale ed internazionale per neoplasie del sistema nervoso centrale, tumori del rene, neuroblastoma, tumori ossei, tumori germinali, sarcomi pediatrici. Con la coscienza di dovere molto ai nostri pazienti, al loro dolore, alla loro speranza, veniamo in ospedale ogni mattina cercando, con studio e dedizione, la strada più efficace perché possano tornare ad essere bambini come gli altri."
Maura Massimino
Il privilegio di una pediatria all’interno di un istituto oncologico è stato da sempre rappresentato dalla possibilità di trattare in modo multidisciplinare tutti i tumori pediatrici, con specialista chirurgo, radioterapista pediatra, radiologo e patologo, servizio di endocrinologia, di psicologia e di neurologia dedicati. Le attività cliniche sono inoltre supportate ed integrate da uno staff che include assistente sociale, insegnanti di scuola materna, primaria e secondaria, educatori, intrattenitori e volontari.
L’attività clinica è suddivisa tra il Reparto di Degenza e l’ambulatorio/Day Hospital dove si alternano tutti i medici della struttura con turni su base mensile. Tutti i medici sono reciprocamente informati rispetto all’andamento di ogni paziente, indipendentemente dalla loro conoscenza diretta del paziente stesso.Ad ogni primo accesso fa seguito un colloquio informativo con i genitori/tutori da parte del medico responsabile settimanalmente dell’organizzazione dell’attività (medico reperibile), eventualmente coadiuvato dal medico responsabile per quel tipo di patologia che sarà sempre disponibile a colloqui successivi, in particolare per decidere le strategie terapeutiche, le scadenze dei controlli, le eventuali seconde linee di cura in caso di ricaduta.
Da rilevare poi come nell’ultimo decennio si sia accresciuto l’interesse nella Fondazione per studi biologici relativi ai tumori tipici dell’età pediatrica quali il nefroblastoma che è il tumore del rene dei bambini, alcuni sarcomi (i tumori dei muscoli e dei tendini), alcuni tumori cerebrali come l’ependimoma ed il medulloblastoma, che hanno portato a pubblicazioni su riviste scientifiche di alto impatto internazionale.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma possono essere meglio definiti per alcune malattie i “profili di rischio” cioè quelle particolari caratteristiche delle cellule e dei loro geni che ne determinano l’aggressività, la resistenza alle cure, la possibilità di disseminare nell’organismo. Sono inoltre in atto protocolli terapeutici con farmaci innovativi che hanno lo scopo di aumentare l’efficacia dei trattamenti o di ridurre gli effetti collaterali raggiungendo un bersaglio più definito nelle cellule ammalate.
La S.C. Oncologia Pediatrica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è la principale oncologia pediatrica italiana per il trattamento di bambini e adolescenti con tumore solido ed è costantemente all’avanguardia nella ricerca di nuovi approcci terapeutici.Una peculiarità della nostra struttura, rispetto alle altre oncologie pediatriche italiane, è il fatto di essere all’interno di un istituto oncologico e quindi di avere una collaborazione diretta e quotidiana con gli oncologi medici e i chirurghi dell’adulto. Un ottimo esempio dell’importanza della collaborazione tra chi si occupa di patologie simili nelle diverse fasce di età è la recente pubblicazione, sulla rivista Pediatric Blood and Cancer (2010;55:617-20) dello studio “Prolonged 14-day continuous infusion of high-dose ifosfamide with an external portable pump: feasibility and efficacy in refractory pediatric sarcoma”, svolto in particolare dalla Dr.ssa Meazza e dal Dr. Ferrari.

Un ulteriore dato fondamentale sono i costi ridotti di una terapia che di fatto si può effettuare a domicilio, grazie alla pompa esterna portatile, con un enorme vantaggio anche per il paziente. Una terapia che guarda al risultato ma anche alla qualità di vita e ai costi.
Ancora una volta, si parla di un “Milan regimen” che diventa nuovo metro di paragone, per migliorare le probabilità di guarigione dei bambini malati di tumore e la loro qualità di vita.










