Cโรจ una dedica nascosta nella tesi di laurea di Lorenzo.
Sta lรฌ, in prima pagina, silenziosa: รจ rivolta a tutti i bambini che oggi si trovano in cura all’Istituto dei Tumori. Lorenzo non l’aveva detto a nessuno. Era una cosa sua, intima. Adesso, perรฒ, ha deciso di condividerla e raccontarla, insieme a molto altro.
Lorenzo si รจ laureato in economia. Ha scelto di fare le sue bomboniere con Fondazione Bianca Garavaglia e in quel gesto ha racchiuso tutto: la gratitudine, il cerchio che si chiude, il modo tutto suo di dire grazie senza aspettare unโoccasione formale.
Aveva dodici anni quando ha iniziato il percorso di cura.
Di quel periodo ricorda tutto, anche se allโepoca era โun poโ inconscioโ – cosรฌ dice lui -; succede forse a tutti i bambini, che vivono il presente con una naturalezza che li protegge senza che se ne rendano conto.
I suoi genitori lo hanno sostenuto, affrontando tutto con grande razionalitร . La consapevolezza piena di ciรฒ che aveva attraversato รจ arrivata con il tempo, crescendo.
Oggi, a distanza di dieci anni, Lorenzo ha una vita come quella di tutti i ragazzi della sua etร : ha finito gli studi, esce con i suoi amici, continua ad essere curioso del mondo che lo circonda.
Quando vede il reparto di pediatria completamente ristrutturato sente perรฒ qualcosa di unico: โAllora ne sono proprio fuoriโ.
Non รจ solo sollievo. ร la sensazione precisa di aver attraversato qualcosa e di essere dallโaltra parte.
Durante il periodo delle cure Lorenzo ha stretto anche delle amicizie speciali. Le persone che sono accanto a te in quei momenti lo sono giร oppure lo diventano.
In particolare, cโera un ragazzo con cui durante le infusioni giocava alla PlayStation, una delle tante attenzioni che Bianca Garavaglia ha reso possibile in reparto.
Ancora oggi si sentono, anche se non vivono vicini. Per un periodo cercavano persino di prenotare le visite di controllo nello stesso giorno, per farle passare piรน in fretta, insieme.
Quella PlayStation non era un dettaglio. Era un posto dove smettere, per qualche ora, di essere un bambino malato.
Lorenzo ricorda gli educatori presenti in reparto: Matteo, che gestiva il progetto giovani, lo coinvolgeva anche quando era troppo piccolo per parteciparvi ufficialmente, lo faceva sentire parte di qualcosa.
โNon conta solo la parte medicaโ, dice Lorenzo. โStavo facendo lโinfusione, ma con gli educatori accanto non mi concentravo sulla chemioterapiaโ.
Bianca Garavaglia, per Lorenzo, non รจ semplicemente unโorganizzazione non profit.
ร qualcosa di piรน difficile da quantificare: sono le persone che mette in reparto, la loro preparazione, la loro capacitร di stare accanto a chi soffre giorno dopo giorno, anche quando le giornate sono cosรฌ difficile che lโunica cosa che vorresti fare รจ non essere lรฌ.
โIl supporto di Bianca Garavaglia alla ricerca, al reparto e a ogni ragazzo e famiglia รจ fondamentale tanto quanto gli oncologiโ.
Oggi alle visite di controllo – che vanno bene! – i medici gli chiedono della laurea. Sono curiosi; Lorenzo รจ solo Lorenzo, non รจ la sua malattia, non รจ โun pazienteโ.
Lorenzo รจ un giovane uomo che ha attraversato la malattia e le cure ed รจ arrivato fino a qui. Fino a una tesi di laurea con una dedica nascosta; un giovane uomo che sceglie di tornare da Fondazione Bianca Garavaglia per festeggiare un nuovo traguardo tornando ed essere definitivamente โdallโaltra parteโ, dalla parte di chi รจ sostegno alla ricerca, ai bambini e alle famiglie.