Il viaggio come vacanza e avventura,
ma soprattutto come metafora del percorso di malattia
TRATTO DA UNA STORIA VERA
I ragazzi del Progetto Giovani dellāIstituto Nazionale dei Tumori di Milano si raccontano attraverso un podcast.
DAL 18 GIUGNO SU SPOTIFY E SULLE PRINCIPALI PIATTAFORME DIGITALI
Ascoltalo qui ā¬ļø
āViaggio per non stare fermo, viaggio per non perdermi, viaggio per rendere l’ansia emozionante e per riempirla di sogni; viaggio per vedere come me la cavo, per trovare compagni, per capire fin dove riesco a spingermi e fin quanto riesco a cambiarmi; viaggio per amore, per la voglia di ballare, per curiositĆ , per ridere; viaggio per scappare, per togliere un sogno da quel cassetto, per ammirare tramonti che illuminano tutto, per riempirmi il cuore; viaggio per essere una persona migliore, viaggio per vivere, viaggio per essere libero e per far finta di essere libero; viaggio per sentirmi un pò eroe, per verificare che la terra non sia piatta, per tornare a casa; viaggio per non morire, per bere e per dimenticare, per cercare quel tesoro che sappiamo giĆ dove si trova.Ā E poi ci sono viaggi che ti cambiano la vita, come questo vogliamo raccontareā.
TRATTO DA UNA STORIA VERA ĆØ il nuovo progetto dei ragazzi della Pediatria Oncologica dellāIstituto Nazionale dei Tumori di Milano.Ā Un podcast diviso in sei puntate di circa 10ā lāuna, realizzato in 9 mesi di incontri settimanali, condotti via web e coordinati da Gianfelice Facchetti, scrittore, regista e attore teatrale, con il contributo artistico di Alice Patriccioli, disponibili online dal 18 giugno su Spotify e sulle principali piattaforme streaming.
Tra ottobre 2020 e maggio 2021, 21 ragazzi del Progetto Giovani, 14 in cura e 7 fuori trattamento, hanno raccontato con le loro tracce audio cosa voglia dire ammalarsi di tumore in adolescenza.Ā āCome in altri percorsi creativi realizzati in questi anni nellāambito del Progetto Giovani, anche il progetto del podcast ha permesso ai ragazzi di confrontarsi tra di loro e di raccontarsi – spiega il dottor Andrea Ferrari, responsabile del Progetto Giovani – Molti audio, realizzati dai ragazzi nellāintimitĆ delle loro case e poi condivisi con gli altri, sono molto diretti, carichi di emozioni. Sono un insegnamento prezioso per tutti noi. E hanno il grande valore di aiutare i ragazzi a tirare fuori liberamente i loro sentimenti, passo fondamentale per permetter loro di elaborare quello che stanno vivendo, per trovare le risorse per affrontare il complesso periodo delle cure nel modo più positivo possibileā.
Il tema del podcast ĆØ quello del VIAGGIO, inteso come esperienza di vacanza, ma anche come metafora delĀ viaggio della malattia.
Disponibili su tutte le principali piattaforme digitali di streaming grazie alla collaborazione con Manuela Ronchi e la sua Action Agency, agenzia di advanced communication da sempre allāavanguardia nellāutilizzo di linguaggi di comunicazione innovativi, i vari capitoli raccontano le mete del viaggio, le persone incontrate, il cibo, le disavventure, cosa i ragazzi hanno messo in valigia (la loro musica, un libro, un taccuino, tanto coraggio, molte speranze). Il montaggio e il sounddesign sono a cura di Gipo Gurrado.
Sulla pagina Facebook del Progetto Giovani https://www.facebook.com/ilprogettogiovani è possibile invece ascoltare in differita il video del lancio dei podcast, trasmesso in diretta venerdì 18 giugno alle ore 12.
āI ragazzi hanno interpretato in modo molto creativo e al contempo molto maturo il gioco della metafora del viaggio – racconta Gianfelice Facchetti, che da tempo collabora con lo staff del Progetto Giovani – la nostra guida si ĆØ limitata al lavoro di impostare le tracce da svolgere per lāincontro successivo. Poi, ascoltare gli audio e commentarli tutti insieme ĆØ stato semplicemente bellissimoā.
āNon ĆØ facile parlare della propria malattia, ma il mercoledƬ pomeriggio sapevo che potevo raccontarmi liberamente e potevo trovare conforto nelle storie dei miei compagni di viaggioā.Ā Edoardo, 17 anni, in cura per un osteosarcoma, sottolinea lāimportanza della condivisione delle esperienze.āQuesto mondo, questi ragazzi: sono le uniche persone che sanno cosa provi. Questo meraviglioso progetto mi ha fatto sentire meno sola, mi ha fatto sentire parte di un gruppo speciale. E ci siamo anche divertiti parecchioā.
Per Giorgia, 18 anni, in cura per un sarcoma del rene, ĆØ fondamentale lāimportanza del gruppo.āQuindi ho svuotato la valigia, ho tolto tutti i vestiti per andare a ballare, e l’ho riempita di forza, speranza, santa pazienza, coraggio, determinazione e ovviamente tantissimi pigiami; mi sono guardata allo specchio e mi sono detta āOra tocca a teā
āAvevo solo 16 anni quando mi hanno detto āSi parteā. E non si ĆØ mai pronti per un viaggio cosƬ, soprattutto a questa etĆ . Senti il tuo cuore letteralmente strappato dal petto e ti trovi allāimprovviso catapultata in una realtĆ differente, quasi assurda, come in un gioco della Play, ma senza di vite di scorta. Quanto sarebbe durato il mio viaggio? Forse sei mesi, altri sei mesi della mia vita? o forse gli ultimi sei?ā – continua Nunzia, 17 anni, in cura per sarcoma.
āIl Progetto Giovani prosegue lāattitudine del nostro Istituto di essere eccellenza di cura, ma anche di attenzione alla vita, attenzione al paziente come persona – interviene Marco Votta, Presidente dellāIstituto Nazionale dei Tumori di Milano– āe questo vale soprattutto per i ragazzi, che durante il loro percorso di cura hanno necessitĆ di mantenere ed esprimere la loro individualitĆ in modi diversi. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a realizzare lāiniziativa di questāanno e tutti gli adolescenti coinvolti perchĆ©, come sempre, sono per noi di ispirazione e di esempioā.
Il Progetto Giovani – https://ilprogettogiovani.org – ĆØ sostenuto dallāAssociazione Bianca Garavaglia, che dal 1987 supporta le attivitĆ della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, impegnandosi a promuovere lāassistenza e lāavanzamento della ricerca nel campo dei tumori dellāetĆ pediatrica. Il Progetto Giovani, dedicato ai pazienti adolescenti malati di tumore, ha due obiettivi, uno clinico e uno indirizzato alla cura globale della vita dei ragazzi.
āĆ fondamentale ricordare come i pazienti adolescenti necessitino di centri e progetti dedicati capaci di offrire loro tutto il supporto globale indispensabile perchĆ© la loro vita non sia del tutto sospesa dall’irruzione della malattia nella quotidianitĆ ā – interviene Maura Massimino, Direttore della Struttura Complessa Pediatria Oncologica dellāINT –ma occorre anche affrontare con determinazione il problema della difficoltĆ di accesso ai centri e ai protocolli di curaā.
Ogni anno in Italia si ammalano di tumore 800 adolescenti tra i 15 e i 18 anni. Le probabilitĆ di cura globali sono buone, ma ĆØ indispensabile che i pazienti riescano a ricevere le cure giuste, nei tempi giusti e nei luoghi giusti.āA paritĆ di malattia un adolescente ha meno probabilitĆ di guarire di un bambino – spiega Andrea Ferrari – Gli adolescenti malati sono in una terra di mezzo tra due mondi, quello dellāoncologia pediatrica e quello dellāoncologia medica dellāadulto; e talvolta questo viene pagato con lāassenza di protocolli dedicatiā.