Due facce della stessa medaglia
Così il Dottor Piergiorgio Modena riassume tutta la sua personale gratitudine e quella degli altri professionisti del Laboratorio di Genetica di Como verso la Fondazione Bianca Garavaglia e i suoi sostenitori, che da anni sostengono il loro lavoro quotidiano grazie al finanziamento di borse di ricerca annuali.
Il Laboratorio di Genetica dell’Ospedale Sant’Anna di Como non è una sala operatoria né ci sono corsie con letti da rifare.
All’interno dell’A.S.S.T. Lariana, lavora con provette, campioni di sangue o di tessuti, schermi di computer e software avanzati di analisi dati, eppure “dietro a tutto questo – racconta il Dottor Modena – c’è un bambino, una famiglia. È qualcosa che risuona continuamente e ci stimola ogni giorno”.
È in questa distanza apparente – tra il rigore di un’analisi molecolare e il volto di un bambino in attesa di una diagnosi con la sua famiglia – che, da anni, si fa concreto il sostegno della Fondazione Bianca Garavaglia attraverso borse di studio per la ricerca genetica sui tumori cerebrali pediatrici.
Malattie rare, ognuna diversa dall’altra
I tumori cerebrali pediatrici non sono un’unica malattia, ma decine di malattie diverse.
Ognuna è rara – a volte rarissima – e ognuna ha caratteristiche biologiche proprie, che si riflettono sulla gestione clinica e sulle possibilità di cura. È una rarità che complica tutto: un patologo, che deve fare la diagnosi, può incontrare uno o due casi di un determinato sottotipo tumorale nell’arco dell’intera carriera.
Qui entra in gioco il lavoro di analisi e ricerca su tumori cerebrali come ependimomi, rabdoidi e medulloblastomi del Dottor Modena, della Dottoressa Giagnacovo e di ricercatori con borsa di studio come il Dottor Michele Cevolani.
Il loro compito è identificare specifiche alterazioni genetiche che permettono di arrivare a una diagnosi corretta e, in molti casi, a scegliere la terapia più adatta.
Dalla firma molecolare al farmaco mirato
Negli ultimi quarant’anni le possibilità di sopravvivenza dei pazienti con tumori pediatrici sono cresciute enormemente e negli ultimi dieci/vent’anni, la ricerca ha iniziato a occuparsi sempre di più anche della qualità della vita dei piccoli pazienti.
A questo risultato ha contribuito anche la ricerca in campo genetico: identificare una specifica alterazione significa individuare un possibile bersaglio terapeutico e quindi una possibile cura.
Una borsa di studio, un legame che dura nel tempo
“Sono entrata nel Laboratorio di Genetica nel 2015 grazie a una borsa di ricerca messa a disposizione dalla Fondazione”, racconta la Dottoressa Marzia Giagnacovo, “e questo mi ha permesso di restare qui fino a quando sono stata assunta. Il mio legame e la mia riconoscenza verso la Fondazione sono grandi perché possiamo contribuire a individuare la cura migliore per quel paziente e magari quella che domani cambierà il futuro di tanti altri”.
Un tempo prezioso e che ha portato grandi risultati: è stato proprio durante quella borsa di studio che l’équipe ha messo a punto le metodiche di analisi genetica per l’ependimoma, gli stessi protocolli oggi in uso.
Un sostegno che continua in modo diretto e concreto ancora oggi con la borsa di studio del Dottor Michele Cevolani.
Il valore di una donazione
Il sostegno a questo lavoro che non si esaurisce nel singolo caso, ma costruisce, giorno dopo giorno, le basi di conoscenza da cui dipenderanno le cure di domani.
Una donazione alla Fondazione Bianca Garavaglia, in questo racconto, smette di essere un gesto astratto.
Diventa una borsa di studio per un ricercatore.
Diventa il materiale di laboratorio necessario per analizzare un campione.
Diventa una metodica messa a punto, una conoscenza nuova condivisa con la comunità scientifica nazionale e internazionale.
E, alla fine di questa catena, diventa una diagnosi più precisa, una terapia scelta con maggiore consapevolezza, una possibilità di cura in più.
È un sostegno che serve al bambino di oggi, quando la sua diagnosi arriva davanti agli occhi di chi, all’Ospedale Sant’Anna di Como, sa riconoscerla.
Ed è, allo stesso tempo, un investimento sul bambino di domani, quello che beneficerà di una cura non ancora scritta, di un bersaglio terapeutico non ancora scoperto, di una risposta che oggi la scienza non ha, ma che – grazie a chi continua a sostenerla – un giorno potrà avere.
Per celebrare questo impegno condiviso e ringraziare di essere in tanti a credere nella ricerca, ci diamo appuntamento il prossimo 4 ottobre alla Corsa della Speranza.
Il Dottor Modena e la Dottoressa Giagnacovo ci saranno!